BANCA CENTRALE S.p.A. SOCIETA' PRIVATA

Ora, a parte il fatto che per dimostrare ciò che dicono (al contrario del sottoscritto) non portano un straccio di documentazione a supporto, è singolare fino al comico che a giustificazione di una loro frase a confutazione di quello che dico, portano una seconda frase semplicemente "rafforzativa" della prima ma non certo "esplicativa" o "dimostrativa". Questo è tipico di chi, non conoscendo gli argomenti, cerca comunque di convincere.
In questa sede dimostrerò invece che i due punti suindicati oltre ad essere stati esposti in modo piuttosto impreciso (sicuramente il punto 2), senza ombra di dubbio non sono giustificazioni serie per confutare il fatto che tutta la moneta circolante è emessa solo se si è proceduto a contrarre un debito monetario con una banca. La moneta cartacea e bancaria cioè, derivano inconfutabilmente da un debito contratto da singoli componenti della collettività (Stato o privati cittadini o imprese) con le banche commerciali, ma dando così la possibilità alla banca centrale di creare denaro non direttamente ma indirettamente.

A dire il vero, in questo documento, parlerò soprattutto del punto 1) cioè della creazione di una banconota tramite un debito bancario e di come arriva nelle nostre tasche, visto che sul punto 2) è avvilente il solo parlarne dato che, della creazione di credito da parte delle banche commerciali che viene usato come denaro bancario nei pagamenti, si parla in qualsiasi libro che tratti di economia o macroeconomia (e non servo certo io a confermare la realtà dei fatti). Ne cito solo uno dei tanti: Enciclopedia delle scienze sociali della Treccani (mica pincopallino!).
Al paragrafo 4 dell'introduzione, sul "CREDITO E MONETA" si legge :" Come si è detto, nelle economie monetarie, come quelle contemporanee, la moneta è il veicolo universale per il trasferimento del potere d'acquisto. Un'economia creditizia è quindi essenzialmente un'economia monetaria. Questa sostanziale identità non deve far dimenticare, da un lato, che il credito può esistere anche in un'economia non monetaria o di baratto (credito in natura) e, dall'altro, che il funzionamento di un'economia monetaria si basa sullo stretto rapporto fra credito e moneta.Questo intreccio è dimostrato dal fatto che gran parte dei mezzi di pagamento che attualmente usiamo sono essi stessi il frutto di un'operazione di credito. L'abbandono progressivo di sistemi monetari fondati su particolari merci (oro e argento) in favore di sistemi monetari alla cui base stanno rapporti fiduciari implica un salto di qualità: la creazione dei mezzi di pagamento di un'economia avviene per il tramite di istituzioni creditizie (l'istituto di emissione, o banca centrale, e le banche).
Per chi non l'avesse capito sottolineo il "…gran parte dei mezzi di pagamento che attualmente usiamo sono essi stessi il frutto di un'operazione di credito".
Probabilmente questi personaggi si preoccupano [di] e si impegnano a fare video-lezioni ma non si preoccupano [di] e non si impegnano a (tenetevi forte che lo dico) STUDIARE, leggere uno straccio di testo di economia o una legge, un regolamento o altro documento ufficiale.
Quindi, archiviato il punto 2) con questo laconico stralcio di un testo di indubbia attendibilità, passiamo a spiegare il punto 1) relativo alla creazione di una banconota da parte della banca centrale e di come essa, tramite un debito monetario, arrivi nei nostri portafogli.
Prima di iniziare però, mi preme sottolineare che stiamo parlando di lana caprina, in quanto le banconote rappresentano appena il 2-3% di tutta la moneta circolante attualmente nel territorio italiano. Infatti a fronte di un monte banconote di circa 100 miliardi di €uro, abbiamo una quantità di moneta bancaria (assegni, bonifici, carte di credito, pagamenti in POS, ecc.) derivante da debiti bancari pari a circa 4.000 miliardi di €uro.
Per spiegare come nasce una banconota, è necessario immaginarsi una collettività priva di mezzi di pagamento, senza cioè, un sistema monetario già esistente e funzionante, altrimenti si rischia di fare confusione e non arrivare al succo dell'origine del mezzo monetario-banconota.
Questi personaggi invece, quando spiego l'origine della moneta in questo modo, sostengono che non posso fare esempi "artificiosi" e privi di realtà.
Ma come si fa a spiegare come si accende un fuoco quando il fuoco è già acceso? Ve l'immaginate una classe di studenti che chiede all'insegnante di spiegare come si accende un fuoco e, per tutta risposta, l'insegnante comincia: "allora…basta prendere con della carta un po' di fiamma da un fuoco acceso lì vicino….", al che gli studenti:"…ma nooo! Professore, che dice! Lei ce lo deve spiegare ma senza usare un fuoco già acceso!" infine la risposta del professore:"…eh! Ma voi non potete partire da esempi artificiosi e privi di realtà!"
Ahhh! La logica…questa [per loro] sconosciuta!
Immaginiamo quindi una collettività formata da pochi soggetti, dandogli anche un nome:

Tizio che ha un frutteto
Caio che possiede pecore
Sempronio che commercia carne e frutta
Banca A che ha Tizio come cliente
Banca B che ha Caio come cliente
Banca C che ha Sempronio come cliente
Banca Centrale
Governo

Non circola ancora denaro.
Sempronio, che vuole iniziare, nel piccolo capannone di sua proprietà costruito con le sue mani, l'attività di trasformazione e vendita della carne e commercio della frutta, ha bisogno di denaro per comprare frutta da Tizio e qualche pecora da Caio per poi rivendere carne e frutta.
L'unico modo per avere denaro è quello di chiedere un prestito alla banca C di cui è appena diventato cliente (ricordate il punto 2) con la spiegazione della Treccani sul credito e moneta?).
La Banca C gli chiede in garanzia l'ipoteca sul suo piccolo capannone e così gli concede 1.000 €uro di prestito. Sempronio possiede ora sul suo conto corrente del DENARO BANCARIO (non ancora banconote) grazie a un'operazione di credito.
Prima riflessione: ma la Banca C possiede nelle sue casse questi 1.000 €uro che ha prestato a Sempronio?
Risposta: NO, non li possiede.
Domanda:allora come ha fatto a prestarli?
Risposta: se li è fatti prestare dalla Banca Centrale che li ha accreditati in un apposito conto corrente che la Banca C ha aperto presso la stessa Banca Centrale (chiamato conto di riserva/regolamento o conto PM).
Domanda: quindi la Banca C per avere il prestito (chiamato rifinanziamento) dalla Banca Centrale avrà portato delle garanzie del banchiere proprietario, magari delle sue proprietà (terreni, fabbricati, titoli ecc.)?
Risposta: NO perché ha portato la garanzia di Tizio (non certo le sue) per avere quel prestito dalla Banca Centrale. Infatti un'ipoteca su un immobile, conferisce AUTOMATICAMENTE il diritto per la Banca C ad avere l'accredito da parte della Banca Centrale sul proprio conto denominato PM. (vedi nota 1).
Domanda:ma allora è la Banca Centrale a possedere il denaro che ha prestato alla Banca C che ha prestato a Sempronio?
Risposta:NO, la Banca Centrale ha semplicemente creato (senza averli) quei 1.000 €uro prestati. Se fossero già banconote si potrebbe dire "stampati" ma siccome sono un semplice accredito digitale su un conto gestito da un computer, possiamo definirli "digitati".
Vediamo la configurazione contabile della Banca C appena ha accordato il prestito a Sempronio grazie alla garanzia:

Attività
    :   
Passività
Crediti verso Banca Centrale € 1.000
    :   
Debiti verso cliente Sempronio € 1.000


Prima conclusione: la Banca C grazie alla garanzia di Sempronio presta senza averli 1.000 €uro digitali a Sempronio stesso, tramite la Banca Centrale che li ha "digitati" dal nulla.
Seconda conclusione: la Banca C, tramite la Banca Centrale, in presenza di una garanzia, non presta soldi dei depositanti (non ne ha bisogno) in quanto, in realtà, trasforma semplicemente in denaro digitale in favore di Sempronio, tutto o parte di un bene reale di proprietà dello stesso Sempronio. Pertanto dov'è la cosiddetta "intermediazione del credito" operata (come ci insegnano a scuola) da parte della Banca C? In realtà in questo di tipo di prestiti non opera assolutamente come intermediaria del credito e questo è un fatto inconfutabile.
Ora vediamo come quel "denaro digitale" diventa "banconote".
Sempronio telefona a Tizio per prenotare della frutta per un valore di 300 €uro e Tizio gli dice che vorrebbe essere pagato in contanti.
Caio, invece, per la pecora del valore di 500 €uro, non ha problemi a ricevere un assegno.
Così Sempronio prenota presso la sua Banca C i 300 €uro di contanti. La Banca C non li possiede e pertanto li chiede alla Banca Centrale.
E' in questo momento che la Banca Centrale "stampa" fisicamente le banconote (o magari le avrà stampate, per comodità, precedentemente e tenute in deposito nel suo caveau) e, tramite la sede territoriale consegna le stesse con i furgoni portavalori alla Banca C. La Banca Centrale decurterà parte del credito di 1.000 €uro che la banca C vantava presso di essa per effetto della costituzione in garanzia.

Attività
    :   
Passività
Cassa contanti € 300
    :   
Crediti verso banca centrale € 300


Come si nota dalla configurazione contabile, la banca C ora si trova con 300 €uro in cassa, che dovrà dare a Sempronio che li aveva richiesti.
Chiaramente quando Sempronio ritirerà i suoi 300 €uro, la cassa della banca C si ridurrà per l'uscita dei contanti così come si ridurrà il debito che la Banca C aveva nei confronti di Sempronio (debito creatosi con la concessione del prestito).
La configurazione contabile in partita doppia della Banca C sarà questa:

Attività
    :   
Passività
Debiti verso Sempronio € 300
    :   
Cassa contanti € 300


La struttura dei singoli conti relativi alle varie voci di bilancio sarà questa:

Debiti verso cliente Sempronio
Dare (Attività)
    :   
Avere (Passività)
...
    :   
Concessione prestito € 1.000
Prelievo contante € 300
    :   
...
Saldo € 700
    :   
...


Il conto "Debiti verso cliente Sempronio" sarà aperto per la concessione del prestito (per la Banca sarà un debito per di lui in quanto lo dovrà pagare prima o poi) e sarà diminuito ogni volta che preleverà contanti o farà assegni.

Questo è un esempio di come, tramite un debito bancario contratto da un privato, la Banca Centrale è arrivata a stampare banconote che ha immesso in circolo.
Andiamo avanti.
Un giorno il governo decide che vuole realizzare un parco pubblico per il relax delle famiglie di Tizio Caio e Sempronio nonché per le famiglie dei banchieri A, B, C (anche se questi ultimi li farei rilassare a 300 metri sotto livello suolo in una miniera del Sudafrica). Così viene appaltato il lavoro ai tre figli di Tizio Caio e Sempronio che se la cavano con il movimento terra e il giardinaggio. Il governo si mette d'accordo con loro al prezzo di 2.000 €uro. Finito il lavoro i tre giovani dovranno essere pagati. Il governo avrebbe due strade da percorrere per pagare i lavori del parco pubblico:
1) Tassare la comunità (composta da Tizio, Caio Sempronio e figli nonché dai tre banchieri) per un importo di 2.000 €uro ma ciò evidentemente non è possibile in quanto, anche ammettendo una tassazione al 50% non si arriverebbe mai a incassare i soldi necessari visto che in circolazione esistono soltanto i 1.000 €uro con cui si sono scambiati beni e servizi Tizio Caio e Sempronio. Il governo dovrebbe aspettare che Tizio Caio Sempronio e il resto della comunità chiedano almeno ulteriori 3.000 €uro di prestiti con cui lavorare e commerciare e sperare che vengano tutti spesi (e non tenuti in deposito) in modo che in totale, i 4.000 €uro diventino ricavi da tassare al 50%, permettendo al governo di incassare i fatidici 2.000 €uro con cui pagare il parco pubblico.
Riflessione: come vedete, anche se il governo non fa debiti per la spesa pubblica, affinché incassi le tasse, dovranno necessariamente essere i privati a fare debito come ho spiegato in un altro mio articolo "Debito pubblico…per capirlo…semplicemente" viewtopic.php?f=9&t=1646
2) Emettere un titolo di debito pubblico col quale farsi prestare il denaro necessario per pagare il parco pubblico.
Vediamo cosa succede se il governo optasse per la soluzione n.2).
Il governo così ordina di stampare B.O.T. per 2.000 €uro che colloca sul mercato.
Due soggetti decidono di acquistare questi B.O.T.: Caio ci spende i suoi 500 €uro che ha incassato da Sempronio per la pecora, mentre i restanti 1.500 €uro li offre la Banca A. La banca A (inutile dirlo) PRESTA 1.500 €uro al governo facendosi dare i titoli.
Riflessione: ma la Banca A possiede nelle sue casse questi 1.500 €uro che ha prestato al governo?
Risposta: NO, non li possiede.
Domanda:allora come ha fatto a prestarli?
Risposta: se li è fatti prestare dalla Banca Centrale che li ha accreditati in un apposito conto corrente che la Banca A ha aperto presso la stessa Banca Centrale (chiamato conto di regolamento o conto PM). (ma forse avete già letto questa tiritera?)
Domanda: quindi la Banca A per avere il prestito (chiamato rifinanziamento) dalla Banca Centrale avrà portato delle garanzie del banchiere proprietario, magari delle sue proprietà (terreni, fabbricati, titoli ecc.)?
Risposta: NO perché ha portato le garanzia del governo date dai titoli (non certo le sue) per avere quel prestito dalla Banca Centrale. Infatti un titolo di stato, conferisce AUTOMATICAMENTE il diritto per la Banca A ad avere l'accredito da parte della Banca Centrale sul proprio conto denominato PM. (vedi nota 1).
Domanda:ma allora è la Banca Centrale a possedere il denaro che ha prestato alla Banca A che ha prestato al governo?
Risposta:NO, la Banca Centrale ha semplicemente creato (senza averli) quei 1.500 €uro prestati. Se fossero già banconote si potrebbe dire "stampati" ma siccome sono un semplice accredito digitale su un conto gestito da un computer, possiamo definirli "digitati". (sì, penso proprio che abbiate già letto questa tiritera!).
A questo punto il Governo possiede sul suo conto i 2.000 €uro grazie al debito pubblico contratto precisamente con:
a) Caio per 500 €uro
b) Banca A per 1.500 €uro
Come vedete, anche in presenza di un debito pubblico contratto con un privato (Caio per 500 €uro), se è vero che in quest'ultimo passaggio, la sottoscrizione di debito pubblico non ha sottinteso creazione di moneta nuova, è senz'altro vero che quella moneta già esistente sul mercato era stata precedentemente creata dalla Banca Centrale quando Sempronio ha chiesto il prestito alla sua banca per avere il denaro per pagare Caio.
Inutile dire che se a questo punto il Governo dovesse aver bisogno di tutto o parte dei 2.000 €uro sotto forma di banconote, la banca di cui esso è cliente procederà a richiederle (qualora non dovesse averle in cassa) alla Banca Centrale ripetendo il percorso già descritto precedentemente.
Ecco quindi spiegata la strada che percorre un debito bancario per diventare una banconota.
Ecco quindi spiegato perché è inconfutabile il fatto che ogni singolo €uro esistente nelle nostre tasche o sui nostri conti correnti hanno un corrispondente DEBITO che qualche "disgraziato" soggetto di questa nostra società ha contratto in qualche "disgraziato" momento della sua "disgraziata" vita con il "graziato [dai politici nostri rappresentanti] " sistema bancario.
Già se fossimo tutti d'accordo su questa considerazione, saremmo a un buon punto sulla strada della consapevolezza sul funzionamento del sistema monetario…ma…sta di fatto che gli ignoranti imperano e…purtroppo…parlano anche!

Note:
1) Il conto PM o di regolamento è un conto presso la Banca Centrale in cui ogni banca effettua tutte le operazioni di pagamento e incasso interbancario e dove detiene le riserve liquide in generale oltre che la riserva di contante. Come detto, i prestiti garantiti in modo idoneo (in base a un elenco presente nel documento di Banca d'Italia "Strumenti di politica monetaria dell'Eurosistema-Guida per gli operatori") daranno diritto al rifinanziamento della Banca Centrale. Non appena la banca commerciale avrà bisogno di tale rifinanziamento, basterà inviare un messaggio elettronico alla Banca Centrale e, in autonomia, la banca commerciale avrà l'accredito del denaro bancario tramite il rifinanziamento. Questo tipo di operazione tra Banca Centrale e banca commerciale è detta "finanziamento marginale" quando la Banca Centrale presta, mentre "deposito marginale" quando la banca commerciale rimborsa. Esse creano o eliminano base monetaria.
Rif. Banca d'Italia "Sistema di regolamento lordo Birel" cap. 2.1 pag. 12 "Anticipazione infragiornaliera e utilizzo delle garanzie"; cap.B.1 pag.15 "prestiti bancari governati dalla legge italiana"
Rif."Il mercato monetario e la banca Centrale" di Angelo Baglioni, ed."Il mulino" 2004 pagg.63-64

2) Le operazioni con cui la banca commerciale cede titoli di Stato alla banca Centrale per avere il rifinanziamento sul conto di regolamento, sono chiamate "operazioni di mercato aperto" e vengono generalmente fatte con la formula del "pronti contro termine". La banca Centrale cioè, per aumentare base monetaria, acquista a pronti titoli di stato dalle banche commerciali per poi rivenderli a termine, ritirando base monetaria.
Rif. "Il mercato monetario e la banca Centrale" di Angelo Baglioni, ed."Il mulino" 2004 pagg.63-64
il sistema bancario, nostro mago creatore e Signore
di Francesco Fata - Primit - http://www.primit.it

La magia è stata sempre un fattore tremendamente affascinante nell'immaginario di un fanciullo. Del resto, come dare torto a un bambino che gioca a fare il mago. E' chiaro che sto parlando di maghi veri, quelli narrati in tante tradizioni e racconti antichi, non certo di illusionisti e prestigiatori de noandri e di epoca moderna; di maghi da me denominati "veri" non tanto in relazione alla loro effettiva esistenza (sulla quale non mi addentro certamente in questa sede) quanto in relazione alla qualità della loro magia com'è appunto narrata in quei racconti e che non ha niente a che vedere con quella sciorinata dai vari Silvan o Casanova. Creare dal nulla qualcosa è una fenomenale quanto affascinante azione che, anche ad un adulto, farebbe certamente pensare:"darei qualsiasi cosa per riuscirci". Poi però, crescendo, la realtà dalla disillusione viene fuori in tutta la sua durezza: da grande nessuno potrà mai diventare un mago.
Un falegname non potrà mai creare dal nulla un mobile né tantomeno il legno con cui costruirlo. Un calzolaio non potrà mai far apparire dal nulla un paio di scarpe. Rassegniamoci , nessuna figura lavorativa riuscirà mai a creare dal nulla i beni o i servizi con cui lavora e commercia. Ma…per un attimo…provate a pensare che sia possibile! Immaginatevi un muratore che invece di costruire con tempo, energia e materiali la casa che ti affitterà, la crei dal nulla con un colpo di magia, in un istante e senza alcuna fatica, perché un bel giorno qualcuno (ad es. Dio per chi ci crede) gli ha dato questo inaspettato quanto succulento dono, questo eccezionale privilegio.
Ora integriamo la situazione appena descritta, con qualche elemento in più: supponiamo che questo fortunato muratore "presti" queste case, apparse all'istante con un "puff" stile genio della lampada, a suo figlio che lavora come agente immobiliare il quale provvederà a "prestare" le stesse case a coloro che le chiederanno in affitto. Superfluo dire che il figlio del muratore riceverà l'affitto da chi userà la casa per € 100 e ne pagherà 50 a suo padre per la casa ricevuta in prestito, lucrando la differenza. Così facendo, il padre, grazie ai poteri ricevuti, guadagnerà periodicamente 50 € per ogni casa chiesta in prestito da suo figlio in quanto chiesta in affitto dalla gente.
Ora voglio farvi una domanda: se per una qualsiasi disgrazia una o molte case affittate dal figlio del muratore dovessero andare distrutte e quindi non restituite dagli inquilini utilizzatori alla scadenza del contratto chi, tra il figlio agente immobiliare e il padre muratore mago creatore di case, subirebbe una perdita economica? Cercate però di rispondere a questa domanda con logica e buon senso, non con la finta logica e il falso buon senso di cui ci riempiamo la bocca oggigiorno tutti noi piccoli e mediocri uomini, quella finta logica che ci porterebbe a dire di aver perso un portafogli con 100 €uro dentro, anche se quel portafogli lo avessimo trovato fortunosamente 5 minuti prima quando non avevamo il becco di un centesimo.
Rispondere correttamente a questa domanda vuol dire sostanzialmente capire come funziona nel concreto il sistema bancario e quindi il sistema monetario moderno. Infatti se qualcuno non l'avesse capito, lo specifico meglio ora: il sistema bancario e la relativa emissione monetaria funzionano proprio come la situazione illustrata nell'esempio, basta sostituire la moneta alle case, l'interesse all'affitto, la banca centrale al padre muratore mago creatore e le banche commerciali al figlio agente immobiliare. Non serve altro. In effetti il sistema bancario è, attualmente, l'unico soggetto in grado di creare dal nulla qualcosa ad altissimo valore aggiunto, gradito alla collettività tutta in quanto estremamente indispensabile per la vita e l'attività umana: il denaro appunto. Potrebbe essere per questo potere "creativo" che oggi esso si erge a totale divinità? Può essere!
Comunque, a scanso di equivoci, la risposta a quella domanda è piuttosto semplice. E' evidente che un mago creatore dal nulla e senza sforzo di un oggetto, una volta prestato e non riavuto indietro, non avrà certamente subito alcuna perdita economica, visto che prima di crearlo quell'oggetto, non era in possesso di un bel niente. Quindi la Banca Centrale quando crea dal nulla il denaro che presta alle banche commerciali con le operazioni di rifinanziamento, qualora non dovesse vedersi rimborsato quel denaro, non perderebbe assolutamente nulla, semplicemente perché, avendolo creato dal nulla non potrebbe considerarlo perso. La cosa è di una logica disarmante, ma si sa, a voi la logica non basta per convincervi di questa cosa, per cui dovrò elevare il tono del discorso su un piano più tecnico mettendo in campo contabilità e bilanci…ma…non allarmatevi ché lo faro in modo spero chiaro, semplice e comprensibile a tutti.

Perché la contabilità e i bilanci?

Prima di tutto perché i soliti debunker si precipiterebbero a dire che il sistema bancario non fa nulla di truffaldino, irregolare o quantomeno strano in quanto "basta leggere i bilanci" come dicono loro…."sono lì, nero su bianco…". Certo, ma il problema è…saperli leggere i bilanci!
Inoltre, questione non meno importante è che l'emissione della moneta moderna è esclusivamente una questione di contabilità; il denaro oggi è solo una partita contabile. Quando una banconota da 100 € viene stampata e prestata dalla Banca Centrale a una banca commerciale, nei libri contabili delle due banche verranno semplicemente "segnati" degli importi all'interno di conti che verranno "nominati" in vari modi in base ai princìpi contabili presi in considerazione. Così la Banca Centrale per ogni banconota da 100 € stampata e prestata a una banca commerciale a fronte di un titolo di credito, movimenterà semplicemente due conti in base al tipo di titolo che la banca commerciale gli ha ceduto in cambio del denaro: se fossero titoli di stato la Banca Centrale "segnerebbe" tra le attività il conto "titoli di stato" e tra le passività il conto "banconote in circolazione". La scrittura contabile sarebbe questa:

Stato Patrimoniale
Attività
    :   
Passività
Titoli di Stato € 1.000
    :   
Banconote in circolazione € 1.000


Per verificare quanto detto osservate la voce 7 dell'attivo e la voce 1 del passivo di un bilancio della Banca d'Italia http://www.bancaditalia.it/pubblicazion ... lancio.pdf

E' opportuno spiegare la ratio di questa scrittura contabile al fine di permettere a tutti di capire: il titolo di stato ricevuto costituisce un'attività proprio perché è uno di quei beni che incrementa il patrimonio di un'azienda, come potrebbero essere i contanti, i crediti di varia natura, le merci in magazzino o dei macchinari. Sono tutte voci che si definiscono "variazioni patrimoniali positive". Al contrario, le banconote emesse e cedute ad (messe a disposizione di) altri costituiscono una passività in quanto è un debito per l'emittente perché per chi le ha in possesso invece sono un titolo di "credito" che gli da il diritto di ricevere qualcosa in cambio nel momento in cui verranno presentate per il pagamento. In realtà non saranno le banconote a essere presentate dai possessori per il pagamento bensì il titolo di stato da parte della banca centrale per avere indietro le banconote originariamente emesse. La restituzione dei titoli di stato in cambio delle banconote sarà così contabilizzato:

Stato Patrimoniale
Attività
    :   
Passività
Banconote in circolazione € 1.000
    :   
Titoli di Stato € 1.000


Ma la Banca Centrale, invece delle banconote stampate, potrebbe prestare "denaro bancario" chiamato "scritturale" o "elettronico", consistente semplicemente dalla digitazione di un importo su un conto corrente intestato alla banca commerciale ma in essere presso di sé.
In questo caso la creazione dal nulla di "denaro scritturale" prestato con accredito su un conto corrente della banca commerciale comporta la seguente scrittura contabile:

Stato Patrimoniale
Attività
    :   
Passività
Rifinanziamento a Istituz.creditizie relativo a operazioni di politica monetaria
    :   
Passività verso Istituzioni creditizie per operazioni di politica monetaria


Per verificare quanto detto osservate la voce 5 dell'attivo e la voce 2 del passivo di un bilancio della Banca d'Italia
http://www.bancaditalia.it/pubblicazion ... lancio.pdf

In questo caso tra le attività nelle voci di credito ci saranno i prestiti (rifinanziamenti) fatti a istituzioni creditizie (banche commerciali) in quanto come tutti i prestiti, vanno iscritti, per chi li ha erogati, tra le voci di credito. Al contrario, la contropartita iscritta tra le passività riguarda l'importo che la Banca Centrale mette a disposizione della banca commerciale in un apposito conto corrente. Questa "messa a disposizione" rappresenta un debito per la banca centrale in quanto quelle somme potranno essere utilizzate in qualunque momento dalla banca commerciale.

E' importante sottolineare che tutta questa "creazione di denaro e prestito alle banche commerciali" non sottintende un'operazione che da luogo a una movimentazione economica. Essa è soltanto un'operazione prettamente finanziaria. Cosa vuol dire: che di per sé non costituisce alcun "guadagno" immediato, per il solo fatto di aver "creato denaro e prestato". Se costituisse un guadagno la Banca Centrale dovrebbe iscrivere le voci che indicano i debiti per il denaro creato e messo a disposizione anziché tra i debiti, tra i ricavi del conto economico dando luogo ad un utile d'esercizio. Ma così non è. Un'operazione di prestito nel momento in cui viene fatta non è mai un guadagno.
E' chiaro che il guadagno sarà rappresentato dagli interessi che le banche commerciali pagheranno alla Banca Centrale ma lascerò fuori questo discorso in quanto non rientra nell'argomento di questo articolo.

Come nel caso delle banconote, anche nel caso il rimborso di denaro bancario da parte delle banche commerciali alla Banca Centrale, basterà eseguire la registrazione contabile inversa all'originaria e quindi:

Stato Patrimoniale
Attività
    :   
Passività
Passività verso istituzioni creditizie per operazioni di politica monetaria
    :   
Rifinanziamento a istituzioni creditizie relative a operazioni di politica monetaria


Questa registrazione contabile inversa costituisce "distruzione di base monetaria". Anche questa operazione di per sé non influisce assolutamente sul conto economico e quindi sull'utile della Banca Centrale.
A questo punto veniamo al nocciolo della questione:

Cosa succede al bilancio della Banca Centrale in caso di mancato rimborso del prestito?

Proprio per il fatto che la Banca Centrale ha una particolarità che tutte le altre aziende non hanno (cioè quella di creare denaro),la sua contabilità non può che riflettere questa prerogativa. In effetti è interessante osservare come la partita doppia contabile, se applicata correttamente, riesce a rispecchiare fedelmente in un bilancio, quella che è la realtà dei fatti.
In effetti se un'azienda "normale" vende una merce conseguendo un ricavo (conto economico), qualora il cliente dovesse restituirgliela perché non buona, sarebbe avvenuta un'operazione inversa al ricavo originario e cioè un costo (conto economico).
La rappresentazione contabile sarebbe questa:

Vendita merce:
Dare
    :   
Avere
Crediti verso clienti (Attività)
    :   
Ricavi di vendita (ricavo conto economico)


Restituzione merce:
Dare
    :   
Avere
Reso su vendite (costo conto economico)
    :   
Crediti verso clienti (Attività)


Sempre un'azienda "normale", se dovesse avere dei soldi in "cassa" o in "banca" (attività) ma che derivano da ricavi (conto economico) conseguiti precedentemente, nel momento in cui eroga un prestito con il denaro in cassa o in banca, è vero che effettua solo un'operazione finanziaria e non economica, ma il denaro con cui l'ha fatta proveniva precedentemente da un'operazione economica (i ricavi di vendita). In soldoni: un'azienda normale ha lavorato e guadagnato il denaro con cui ha fatto un prestito, per questo il mancato rimborso costituisce una perdita economica (costo).
La rappresentazione contabile sequenziale di queste operazioni sarebbe questa:

Vendita merce:
Dare
    :   
Avere
Crediti verso clienti (Attività)
    :   
Ricavi di vendita (ricavo conto economico)


Incasso fattura da cliente
Dare
    :   
Avere
Cassa (Attività)
    :   
Crediti verso clienti (Passività)


Prestito con denaro in cassa
Dare
    :   
Avere
Crediti per prestiti (Attività)
    :   
Cassa(Passività)


Mancato rimborso del prestito
Dare
    :   
Avere
Perdite su crediti (costo conto economico)
    :   
Crediti per prestiti (Passività)


Come noterete, quasi tutte le voci si annullano "direttamente" (Crediti verso clienti, Cassa e Crediti per prestiti) mentre gli originari "ricavi di vendita" si annullano "indirettamente" con le "Perdite su crediti" finali. Tutto diventa "zero" ed è quello che in pratica è accaduto all'azienda: ha lavorato e guadagnato i soldi che ha in cassa, ha prestato quei soldi e li ha persi per il mancato rimborso quindi ha lavorato per niente.
Da ciò si evince che un'azienda normale debba fare di tutto (a salvaguardia della sua stessa sopravvivenza) per cercare di recuperare i crediti che vanta nei confronti di qualcuno.
Ma…per una Banca Centrale…è la stessa cosa? Anch'essa è in qualche modo costretta a fare di tutto per il recupero dei prestiti fatti a una banca commerciale? DIREI PROPRIO DI NO! Ma andiamo con ordine.
Abbiamo detto che quando per qualsiasi azienda avviene l'operazione sostanzialmente inversa all'operazione originaria, anche le scritture contabili rifletteranno questa "inversione" diventando scritture "contrarie/inverse" alle originarie.
Se per la Banca Centrale l'emissione di moneta a fronte di un titolo è l'operazione originaria e viene registrata, come abbiamo detto, nel seguente modo:

Stato Patrimoniale
Dare
    :   
Avere
Titoli di Stato (Attività)
    :   
Banconote in circolazione (Passività)

(in caso di banconote)

Oppure

Stato Patrimoniale
Dare
    :   
Avere
Rifinanziamento a istituzioni creditizie Relative a operazioni di politica monetaria (Attività)
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Passività verso istituzioni creditizie per operazioni di politica monetaria (Passività)

(in caso di denaro bancario/elettronico)

L'operazione inversa a questa potrà essere sia la restituzione del prestito che la MANCATA RESTITUZIONE dello stesso.
Come nel caso di restituzione, anche in quello di mancata restituzione, dovrà avvenire una distruzione di base monetaria facendo una registrazione inversa a quella originaria, annullando così le rispettive posizioni di credito e debito della Banca Centrale nei confronti della banca commerciale. Come il prestito iniziale non ha dato luogo a un ricavo così il mancato rimborso NON DA LUOGO A UN COSTO.Ma sebbene la Banca Centrale non subirebbe perdite su crediti derivanti dal mancato rimborso di prestiti fatti alle banche commerciali, essa attua comunque ogni azione necessaria per il recupero delle somme prestate (ancorché create dal nulla). Infatti, quando una banca entra in uno stato di difficoltà, il sistema mette in funzione vari meccanismi per poter salvare la banca mettendola in condizione di poter pagare i propri debiti compresi quelli verso la Banca Centrale. Si attuerebbe una riorganizzazione dei debiti, ci sarebbe l'intervento del fondo di garanzia per pagare entro certi limiti i depositanti, oppure si chiederebbe furbescamente l'intervento dello Stato. Ma se certi interventi sono utili e necessari per poter pagare i depositanti privati, sono assolutamente ingiustificati e inutili al fine di pagare la Banca Centrale proprio perché, come si è detto, il mancato rimborso di prestiti alla Banca Centrale NON COSTITUISCE per essa, UN COSTO.

La dimostrazione definitiva (per chi è ancora scettico verso questa trattazione logico/contabile) ci viene data dai bilanci della Banca d'Italia. Ve ne riporto di seguito alcuni degli ultimi anni a titolo esemplificativo:
Bilancio banca d'italia 2007
http://www.bancaditalia.it/pubblicazion ... lancio.pdf

Bilancio banca d'italia 2008
http://www.bancaditalia.it/pubblicazion ... lancio.pdf

Bilancio banca d'italia 2009
http://www.bancaditalia.it/pubblicazion ... lancio.pdf

Bilancio banca d'italia 2010
http://www.bancaditalia.it/pubblicazion ... lancio.pdf

Noterete in tutti i bilanci della Banca d'Italia che nel conto economico non appare mai la voce "Perdite su crediti" che viene inserita quando il mancato rimborso del credito si verifica e quindi diviene "certo" e non più "probabile o incerto" (vedi slide n.5 http://www.unibg.it/dati/corsi/6574/437 ... 0netto.pdf )

Le voci che invece ricorrono costantemente nei bilanci della Banca d'Italia sono quelle relative a "accantonamenti" o "svalutazioni" ( vedi voce 2.2 - 2.3 – 6.3 del conto economico) che sono tipiche voci riguardanti perdite presunte, incerte o probabili ma di certo "non ancora verificatesi".
L'unico caso (voce 2.1) in cui esiste una voce di "perdita" su operazioni finanziarie, essa non riguarda in alcun modo perdite su crediti per mancati rimborsi ma, semplicemente (come si legge nelle note), perdite su titoli, cambi o valuta.
E' indubbio quindi che nei bilanci della Banca d'Italia non esiste mai una voce che indichi una perdita su un credito verso una banca commerciale e questo non perché le banche paghino tutte, per intero i propri debiti verso la Banca Centrale fino all'ultimo centesimo. Banche in difficoltà estrema, in stato d'insolvenza, in amministrazione controllata, straordinaria o in liquidazione coatta negli ultimi decenni ce ne sono state a bizzeffe e non penso proprio che tutte siano state rilevate da altre banche commerciali a fine di pagare tutti i debiti. E' rilevante anche il fatto che il Fondo di Tutela dei depositi non garantisce i debiti per depositi o titoli in essere verso altre banche (quindi anche la Banca Centrale) ma solo dei depositanti non bancari. Quindi le uniche possibilità per una banca di veder pagati i propri debiti verso la Banca Centrale sono l'acquisizione da parte di un'altra banca (magari costretta dalla Banca d'Italia) oppure l'intervento dello Stato.
Ma non è tanto questo fatto che rende indubbia la mancata perdita della Banca Centrale in caso di mancato rimborso quanto la semplice logica dei princìpi contabili e della partita doppia come ho descritto precedentemente.

Ora…assodato tutto questo…vi chiedo: ma se la Banca Centrale in caso di mancato rimborso non subirebbe alcuna perdita…PERCHE' VUOLE INDIETRO I SOLDI A TUTTI I COSTI?

CONCLUSIONI

La Banca Centrale può a ragione essere considerata una madre (o padre) per le banche commerciali, visto che hanno un rapporto di consanguineità (o compartecipazione) molto alto (basti pensare, specie nel caso italiano, che il 95% del capitale della Banca d'Italia è di proprietà delle banche). Anche il controllo che essa attua nei confronti delle banche figlie è il tipico controllo di una madre che magari fa la voce grossa per qualche "marachella" ma poi è sempre pronta a far di tutto per perdonare il proprio figlio. Oddìo!...Proprio "di tutto" non lo so. Quando si parla di denaro…! Diciamo che è disposta a far di tutto per "costringere" gli altri figli o altri ancora ad aiutarlo per "rifondere" quanto da essa dato in prestito (prestito, ripeto, creato dal nulla).
Basterebbe (visto che è nella possibilità) che condonasse il debito che la banca commerciale aveva contratto con essa e sarebbe tutto risolto, ma ciò non avviene perché la Banca Centrale deve mantenere rigorosamente il suo "status" di controllore e regolatore del sistema bancario e monetario moderno ma soprattutto perché se tutti avessero consapevolezza che un mancato rimborso non genererebbe perdita economica alla Banca Centrale, tutti potrebbero chiedere che venissero condonati alle banche commerciali i mancati rimborsi alla Banca Centrale e così via a cascata, anche i mancati rimborsi dei clienti alle banche commerciali. Ci si accorgerebbe ben presto di quanto sia iniquo, inutile, autolesionistico e antieconomico per il popolo un sistema bancario così strutturato e un servizio del credito affidato a enti creditizi privati guidati da una Banca Centrale pubblica solo di facciata e che detta regole di comportamento a interi popoli sotto la minaccia di crisi da essa create grazie alla possibilità che solo essa possiede di operare, concedendo o meno credito, sulla quantità di denaro in circolazione.
La Teoria della Relatività è come un vagabondo vestito color porpora che gli ignoranti scambiano per un Re.
NiKola Tesla